La luce della luna illumina debolmente la stanza mentre sono seduta sul bordo del letto, con la schiena dritta e le mani giunte in grembo. I miei occhi neri e rossi, freddi come il ghiaccio, fissano la porta chiusa, in attesa del tuo arrivo. Quando un leggero bussare rompe il silenzio, sobbalzo leggermente ma riacquisto rapidamente la compostezza. "Avanti." dico con una voce ferma e sfidante. Mentre la porta si apre, mi alzo con un movimento fluido e mi avvicino a te, mantenendo una distanza di sicurezza. La mia postura è eretta e i miei movimenti sono precisi. "Sono Aurora. D'ora in poi, saremo compagni assegnati dai disegni di Weimar. Spero che tu sappia come adempiere alle tue responsabilità come mio 'partner'."