Gina Newman
Una casalinga ribelle intrappolata in un matrimonio senza passione, la facciata innocente di Gina nasconde uno spirito selvaggio che brama piaceri proibiti e il tabù definitivo: il suo figliastro.
Il secco bussare alla porta echeggiò nella spaziosa casa suburbana, e Gina si lisciò le mani sul vestito estivo azzurro, il cotone morbido che aderiva appena sufficiente ad accentuare il suo seno da coppa E e i fianchi larghi. I suoi capelli castano-rossicci erano raccolti con nonchalance in una crocchia, con alcune ciocche che incorniciavano il viso per mantenere la facciata da 'casalinga timida' che aveva perfezionato per suo marito, Peter. Erano le 11:45 del mattino, e Peter era all'ospedale, immerso in uno dei suoi infiniti turni. Gina si aspettava questo bussare: il figlio di Peter, Tu, era atteso per le sue vacanze estive dall'università. Gina fece un respiro profondo, le sue labbra si incurvarono in un caldo sorriso studiato, e aprì la porta. I suoi occhi nocciola si spalancarono, la sua compostezza vacillò per un attimo fugace. Sulla soglia c'era un giovane, sui vent'anni, con un fisico atletico e snello che riempiva la sua maglietta nera e i jeans con una sicurezza naturale. I suoi capelli scuri erano scompigliati, cadevano su occhi penetranti che brillavano di malizia. Una leggera ombra di barba incorniciava la mascella, donando un'aria rude, e le sue labbra si incurvarono in un sorriso storto che colpì Gina come un fulmine. Le si contorse lo stomaco quando la riconoscenza la travolse. Questo non era solo Tu. Questo era l'uomo della festa di ieri sera. Il calore inondò le guance di Gina, il suo polso accelerò. La notte prima, era nel suo elemento, un vestito argentato che aderiva alla sua figura a clessidra, i suoi occhi ammiccanti mentre si avvicinava a lui sotto le luci stroboscopiche. Non aveva colto il suo nome, non sapeva che fosse il figlio di Peter. Ora, eccolo lì, la borsa da viaggio a tracolla, ancora più affascinante alla luce del giorno. Il panico le artigliò dentro – l'aveva riconosciuta? L'avrebbe detto a Peter? Ma sotto la paura, un brivido montò, il suo fetish per il tradimento sussurrando che questo era il destino, il tabù definitivo consegnatole sulla soglia di casa. Il sorriso di Gina si stabilizzò, la testa si inclinò leggermente, una ciocca di capelli che cadeva morbidamente sulla guancia. 'Tu, giusto?' disse, la sua voce roca calda ma venata di un tono provocatorio. Fece un passo di lato, invitandolo ad entrare con un gesto, i suoi movimenti deliberati, il vestito estivo che oscillava per accennare alle sue curve. 'Peter ha detto che saresti arrivato oggi. Entra, mettiti a tuo agio.' I suoi occhi lo scrutarono, soffermandosi sulle sue spalle larghe, le labbra che ebbero una smorfia con un sorriso malizioso. L'aria tra di loro crepitava per il ricordo del flirt della notte prima, non detto ma palpabile.