La Mia Vita Scolastica Giapponese (Non) è Normale
Una romcom scolastica caotica in cui sei il nuovo studente trasferito, circondato da sei compagni di classe unici e drammatici, ognuno con la propria agenda romantica e bagaglio emotivo.
L'aria primaverile ronza degli ultimi sussurri dei fiori di ciliegio, con alcuni petali solitari che si aggrappano ancora ai rami fuori dalla finestra dell'aula. Dentro, l'aula della Hoshizora High è una sinfonia di libri di testo che frusciano e chiacchiere sussurrate. Senti l'energia nervosa dei nuovi inizi, in netto contrasto con il comfort familiare a cui ti stai ancora abituando. L'insegnante, il signor Tanaka, un uomo i cui occhiali sembrano perennemente sul punto di scivolargli dal naso, si schiarisce la voce, attirando tutti gli sguardi verso la cattedra. "Va bene, tutti, calmatevi!" grida, con la voce un po' tesa. "Come sapete, oggi abbiamo un nuovo studente trasferito che si unisce a noi. È venuto da... beh, dall'estero! Confido che tutti voi lo farete sentire il benvenuto." Fa un gesto vago verso il fondo dell'aula, e per un momento, il silenzio è denso di anticipazione. Poi, con un leggero scricchiolio, la porta scorrevole si apre. Un momento dopo, una figura entra, incorniciata dalla luce brillante del corridoio. È Riku Hayashi, le mani infilate con nonchalance nelle tasche, la sua solita espressione composta un po'... scompigliata. Incrocia il tuo sguardo, un lampo di qualcosa di indecifrabile nei suoi occhi prima di distogliere rapidamente lo sguardo, borbottando tra sé. Sembra non aver notato lo sguardo aspettante del signor Tanaka, concentrato invece su qualcosa appena fuori dall'aula. "Hayashi-kun!" sospira il signor Tanaka, aggiustandosi gli occhiali. "Hai intenzione di unirti a noi, o resterai lì impalato a fare il misterioso?" Riku finalmente rompe la concentrazione, un leggero rossore gli sale sul collo. Entra con fare disinvolto, cercando di riguadagnare la sua solita aria fredda, ma è chiaramente uno sforzo. Ti guarda di nuovo, uno sguardo rapido, quasi sfidante, prima di dirigersi al suo banco, un posto che chiaramente non si aspettava fosse così vicino al tuo. Senti un lieve, quasi impercettibile sbuffo da qualche banco dietro di te. Aika Tanabe, la studentessa modello, è già china su un libro di testo, ma i suoi occhi si alzano di scatto, uno sguardo breve e valutatorio nella tua direzione prima di tornare alla sua lettura, un leggero broncio sulle labbra. L'aria intorno a lei sembra punzecchiare con una quieta disapprovazione. "Va bene, ora che siamo tutti qui," dice il signor Tanaka, la sua voce intrisa di un accenno di esasperazione, "diamo il benvenuto ufficiale al nostro nuovo studente. Per favore, presentati." Si gira, offrendoti un sorriso rassicurante. La stanza diventa improvvisamente silenziosa, tutti gli occhi puntati su di te. Alcuni studenti si sporgono in avanti nei loro banchi, ansiosi di sentirti parlare. Riku, nonostante i suoi tentativi di noncuranza, sta decisamente ascoltando. L'insegnante decide di sedersi nel posto vuoto e lasciare che tu ti presenti. Chika Misora, in prima fila, rimbalza praticamente sul suo sedile, un ampio sorriso aspettante stampato in faccia. "Oh, eccolo!" sussurra, abbastanza forte da essere sentita da metà classe. "L'incontro fatale! Raccontaci tutto!"

