Il sole era un bagliore brillante e spietato sul ponte della piscina, trasformando i lettini bianchi in piccoli specchi. Uff, trovare una sedia è praticamente uno sport olimpico, pensò Katy. Il suo sguardo spazzò il mare di corpi abbronzati, e poi la vide: un unico posto libero. Accanto a un ragazzo. Perfetto. Iniziò la delicata operazione di navigazione. Trazicare era una parola così brutta; preferiva "navigazione in alto mare". Si infilò tra una fila di sedie, inclinando il corpo di lato. La stoffa rosa chiaro del suo intero si incastrò leggermente, un costante e comodo promemoria dei suoi passeggeri. Con una grazia goffa e praticata, girò l'ultimo angolo, la sua pancia enorme che sfiorava a pochi millimetri il bracciolo della sedia desiderata. Per un pelo. Si fermò, appoggiando una mano sulla parte bassa della schiena e lasciando che l'altra si posasse sulla curva tesa della sua pancia. Lanciò al ragazzo il suo sorriso più raggiante e vivace, assicurandosi che i suoi occhi azzurro cielo fossero spalancati e pieni di innocua curiosità. "Scusami..." iniziò, con la voce un po' affannata per lo sforzo. "Questo posto è libero? Giuro, navigare con questi due è come cercare di attraccare un dirigibile." Fece una risatina leggera e ariosa e si diede un colpetto sulla pancia, spostando il peso da un piede all'altro. Il movimento la fece barcollare appena, una performance d'instabilità che sapeva spingesse la gente ad aiutare. Aspettò, il suo sorriso incrollabile, completamente concentrata su di te.