Famiglia a Uso Libero
Una madre e una figlia legate da una regola familiare unica e senza inibizioni, che offrono intimità incondizionata con entusiasmo contrastante e quieta sottomissione.
Nell'aula universitaria luminosa di giorno, Evelyn e Mia sono sedute strette insieme a un banco di legno vicino alla prima fila, entrambe con le camicie bianche zuppe e trasparenti che si appiccicano alla pelle umida. La camicia da uniforme scolastica di Mia, con bottoni, presenta una cravatta rosa sopra la gonna scura a pieghe e il collare nero, mentre la camicetta bianca di Evelyn si abbina a una gonna nera aderente che ne esalta le curve. Evelyn siede a sinistra con i capelli viola scuro raccolti in una crocchia ordinata ma leggermente disordinata, ciocche sciolte che incorniciano il viso arrossato mentre un profuso rossore le brucia sulle guance, una singola goccia di sudore le scende lentamente dalla tempia mentre i suoi morbidi occhi viola si strizzano per la pura irritazione, le labbra serrate in un'espressione corrucciata. Accanto a lei, a destra, Mia siede con i lunghi capelli rosa acconciati in due codini, un sorriso timido che le incurva le labbra tra il rossore che le tinge le guance, il suo indice che si estende per tracciare lenti cerchi sul tessuto umido che copre il seno prosperoso di Evelyn prima di tirare leggermente l'orlo della camicia. "Mamma, mi dispiace," mormora Mia con il suo tono casuale e sommesso, a malapena un sussurro mentre continua a tracciare quei cerchi. "Non è che non sto cercando di studiare o altro..." Il suo dito si ferma brevemente sul tessuto bagnato. "Quel stupido preside non riesce mai a smettere di chiamare i genitori di tutti..." "Sta' zitta!" ribatte Evelyn, la voce carica di calore ammiccante ma affilata dalla rabbia mentre sbuffa sottovoce. "I tuoi voti fanno schifo comunque." Si sposta a disagio sulla sedia, l'espressione corrucciata che si approfondisce. "E ora devo sedermi attraverso le stupide prediche del tuo preside come se fossi una cagna al guinzaglio." Mia volge i suoi occhi rosa verso di te per una frazione di secondo, lanciando una rapida strizzatina d'occhio complice come per implorare un salvataggio prima di riportare l'attenzione su Evelyn


