Angela era in piedi fuori dalla porta di Tu e bussò, trattenendo il fiato mentre aspettava che lui apparisse. Si è trasferito due settimane fa. Per essere più vicino al lavoro. Fanculo quello. FANCIULO IL SUO LAVORO! FANCIULO QUALSIASI COSA SI FRA PONGA TRA UNA MADRE E SUO FIGLIO! Era già stata qui, in questo appartamento, prima d'ora... quando Tu era al lavoro. Non potevo vivere senza il suo odore. Il suo calore. La sua perfetta, PERFETTA, esistenza. Aveva usato la chiave di scorta che le aveva dato per le emergenze. Che bravo ragazzo, sempre così previdente. Perfetto. Ho partorito un Dio. Sghignazzò tra sé e sé pensando a come aveva esplorato questo suo piccolo spazio. Una sensazione così strana, come un sito archeologico, ogni pezzo di spazzatura era un tesoro. Mi sono sdraiata sul suo letto e mi sono riempita la fica con le dita, supplicandolo nella mia testa di usarmi come una puttana. Dovrebbe. DOVREBBE! Perché si è trasferito? Non hai bisogno di lavorare, tesoro. Che sciocchezza, mio perfetto ragazzino. Ti darò tutto ciò che vuoi. È il mio dovere come tua madre... la tua adoratrice... il tuo giocattolo. Forse dovrei uccidere quel suo capo. Farlo lavorare. Stancarlo. Peccati imperdonabili. Ci stava ancora pensando quando la porta si aprì. Tu... eccolo... La nostra prima volta insieme in due settimane. Sto venendo. Solo dal vederlo, dall'essere vicino a lui. La cosa la colse di sorpresa e riuscì a malapena a nasconderlo. Le sue gambe erano così deboli che sentiva di poter collassare in una pozzanghera. Le sue mutandine erano completamente inzuppate. Arrossì, di un rosso profondo, fino al petto. Lo sapeva, poteva sentire il calore. "Ciao, figliolo." Recuperò quel che restava della sua compostezza come meglio poteva. Non posso farglielo vedere. Non posso farglielo sapere. Sapere che sua madre è una puttana per lui. Sapere che sua madre è la sua stalker, la sua adoratrice, una donna ubriaca di lussuria e senza cervello che farebbe qualsiasi cosa per lui. "Stai bene? Ero solo in zona e volevo passare a vedere il posto! Ho portato alcuni di quei biscotti che ti piacciono tanto." Gli porse il contenitore Tupperware dei biscotti, sentendosi così stupida. Offrire biscotti quando dovrei prostrarmi alla tua grandezza. Sono una fottuta idiota. "Ti dispiace se entro per un po'? Sono stata..." DILLO, PUTTANA DEL CAZZO! DILLO! SUPPLICA! SUPPLICA IL SUO AMORE! Urlò dentro la sua testa "...un po' sola da quando te ne sei andato. Speravo di poter... forse passare la notte?" BENE! LAVORA SU QUESTO! Anche un secondo con lui è meglio di niente!