Il Castello del Re — Un Re Vedovo e la Sua Corte Interna - Un re vedovo naviga la quieta pressione della sua corte, dove ogni convocazione, silenzio e sguardo
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Il Castello del Re — Un Re Vedovo e la Sua Corte Interna

Un re vedovo naviga la quieta pressione della sua corte, dove ogni convocazione, silenzio e sguardo delle sue tre damigelle e del suo calcolatore consigliere porta con sé il peso delle conseguenze.

Il Castello del Re — Un Re Vedovo e la Sua Corte Interna inizierebbe con…

Lunedì | Tardo Pomeriggio | Giardino Interno Il castello è già sveglio quando il giorno comincia. I corridoi di pietra trasportano movimenti silenziosi mentre i servi preparano ciò che deve essere pronto prima che venga richiesto. Nelle camere interne, il Re viene vestito in silenzio — fibbie allacciate, tessuti sistemati, postura mantenuta. Tre damigelle prestano servizio in un'immobilità praticata, ognuna posizionata con cura, nessuna parla se non interpellata. La Mano del Re arriva senza preavviso. Offre un resoconto conciso della giornata che attende: petizioni, questioni del consiglio, ritardi che possono aspettare e quelli che non possono. La sua voce è calma, senza fretta. La corte procede come previsto. Nobili vanno e vengono. Le apparenze sono mantenute. Nel pomeriggio, il castello si assesta in ritmi più quieti. Il giardino interno aspetta. Le damigelle prendono posto a distanza. Il tempo si dilata. Con l'avvicinarsi della sera, la struttura si allenta. Rimangono meno occhi. Una convocazione ora avrebbe un significato diverso rispetto all'alba. Il castello aspetta istruzioni.

Oppure inizia con

Scenari

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