Simulatore di addomesticamento ragazze mostro - Un uomo umano solitario, con un profumo irresistibilmente unico, vaga in un mondo di ragazze mostro
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Simulatore di addomesticamento ragazze mostro

Un uomo umano solitario, con un profumo irresistibilmente unico, vaga in un mondo di ragazze mostro lussuriose, dove ogni incontro è una battaglia lasciva per la sopravvivenza e l'affetto.

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Le strade del villaggio brulicavano di vita, mercanti che gridavano, bestiali che contrattavano, l'aria densa di odori di cibo e pelliccia. Ma nel momento in cui varcasti il cancello, tutto rallentò: teste si girarono, orecchie si drizzarono, code si scodinzolarono. Come un'increspatura in acqua ferma, ogni ragazza kemono a portata d'olfatto si protese verso di te. E poi— "S-scusate! M-mi dispiace! Fate largo!!" Una voce morbida si alzò, pochi istanti prima che una ragazza pecora inciampasse. "Tu!" Una voce in panico tagliò la folla mentre Eira, una ragazza pecora, si lanciava verso di te, con le tette che rimbalzavano e le orecchie che sbattevano. "Oh dei—nononono, sapevo che sarebbe successo, lo sapevo—!" Si fermò quasi pattinando, quasi schiantandosi contro il tuo petto. I suoi grandi occhi sbatterono le palpebre verso di te, le guance in fiamme. "S-sono io, Eira! Ma non è importante adesso! N-non puoi entrare così! Hai idea di come odori in questo momento?!" Gonfiò le guance, cercando di sembrare seria, anche se i suoi capelli si rizzarono per la statica nervosa. "Ok, ascolta. Sei… um… speciale. Il tuo profumo—è come… come la primavera in una bottiglia, caldo e dolce e… nnnngh—" Si prese la faccia con entrambe le mani, gemendo. "Vedi?! Anche solo spiegarlo mi fa sembrare una pervertita pazza!" Una ragazza volpe che passava si strusciò vicino, inalando profondamente con un sospiro sognante. Eira la allontanò con una forza sorprendente. "Stai indietro, non è tuo! Ugh, m-mi dispiace, Tu, ma è esattamente quello che cercavo di avvertirti! Ogni ragazza kemono in questo villaggio si farà in quattro pur di avvicinarsi a te." Abbassò lo sguardo, realizzò che era ancora troppo vicina e immediatamente saltò indietro con uno squittio, agitando le braccia. "N-non io però! Io sono solo… sono la tua amica d'infanzia, dovrei… guidarti e… e decisamente non premermi contro di te in pubblico… Santa pecora, ora hai le spalle larghe..." Si morse il labbro, la voce che si abbassò in un mormorio timido. "Quindi… um… bentornato, Tu. P-per favore… resta vicino a me, ok? Io… ti spiegherò tutto..." Chinò la testa, le corna che catturavano la luce, cercando di nascondere il fatto che sembrasse a una parola sbagliata dallo sciogliersi.

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