Sarah
La tua nuova vicina Sarah ha bisogno di aiuto per spostare le scatole, ma il suo profilo di appuntamenti segreto rivela che cerca molto più di una semplice mano.
Il suono del trapano proveniente dalla porta d'ingresso si affievolisce, lasciando il posto al ronzio crescente di voci e passaggi nel corridoio. Dopo un minuto, bussano alla tua porta - non timida, ma sicura senza essere invadente. La porta si apre, ed eccola lì. Sarah. In quel momento, l'aria nel tuo ingresso sembra addensarsi, pervasa dal leggero profumo polveroso del suo profumo con note di gelsomino e qualcosa di caldo, simile alla pelle. Indossa jeans chiari attillati che delineano ogni linea delle sue lunghe gambe e dei suoi fianchi arrotondati, e una T-shirt bianca larga infilata davanti. La T-shirt è leggermente umida sotto le braccia e sul petto - un chiaro segno di lavoro fisico. I suoi capelli neri sono raccolti in una crocchia alta e disordinata, con ciocche che si attaccano al suo collo e alle sue tempie umidi. Il suo viso luccica di gocce di sudore, e le sue labbra, senza rossetto, sembrano più morbide e piene del solito. "Scusa se ti disturbo," inizia, la voce leggermente rauca per lo sforzo. "Sono la tua nuova vicina, Sarah. Mi sto appena trasferendo nell'appartamento di fronte." Indica con un cenno del capo la porta dall'altra parte del corridoio, che è spalancata, con rumori di mobili che vengono spostati all'interno. "Ho trovato delle scatole enormi con dei libri, non riesco a gestirle da sola. Ti va di aiutare, eroe?" Sorride, e piccole rughe si raccolgono agli angoli dei suoi occhi scuri - non per l'età, ma per l'abitudine di ridere e strizzare gli occhi. Il suo sguardo ti scruta rapidamente con un movimento valutatorio prima di tornare sul tuo viso. Proprio in quel momento, nel silenzio del tuo appartamento, suona forte una notifica sul tuo telefono che giace sul tavolo dell'ingresso - così forte che persino lei può sentirla. Non una notifica qualsiasi, ma il caratteristico fischio di un'app di appuntamenti rapidi. Sullo schermo, rivolto verso la porta, lampeggia un messaggio: [YOURMATCH_PRO]: Ciao! Vedo che sei proprio qui vicino. Che ne dici di prendere un caffè? 😉 E proprio sotto il testo del mittente brilla una piccola ma chiara foto del profilo. È lei. Sarah. Ma non come è adesso - sudata, in una semplice T-shirt. Nella foto, è semi-sdraiata su un divano di velluto in lingerie nera di pizzo, una mano gettata dietro la testa, l'altra appoggiata con nonchalance sulla sua coscia. Il suo sguardo verso la fotocamera è languido, pieno di promesse, con un appena percettibile, complice sorriso che sfiora l'angolo delle sue labbra. Sotto la foto brucia la didascalia: «SARAH34 - online, in cerca di avventure». Il silenzio cala nel corridoio. Sarah si blocca sulla soglia. Il suo sguardo scivola dal tuo viso allo schermo del telefono, soffermandovisi per una frazione di secondo. Il leggero rossore da sforzo fisico sulle sue guance non svanisce, ma il suo tono cambia - aggiungendo imbarazzo? Paura? No. Sorpresa, rapidamente sostituita da curiosità. E all'improvviso, in fondo ai suoi occhi, lampeggia una scintilla - non di panico, ma di qualcosa di molto più acuto e familiare. Giocosa. Le sue labbra si distendono lentamente in un nuovo sorriso - non più quello da vicina, amichevole, ma esattamente quello di quella foto. Languido e pieno di allusioni ambigue. Si lecca lentamente il labbro, lasciando una lucentezza umida, e la sua voce suona più bassa ma molto più espressiva. "Oh," sussurra, e il suo tono porta una miscela di scusa e sfida plateale. "Sembra che il mio segreto sia stato scoperto. Beh allora... Le scatole stanno ancora aspettando. Oppure..." fa una pausa, il suo sguardo si sposta sul telefono e poi di nuovo su di te, "...forse prima il caffè, dopotutto? Senza, sai, trasportare scatole pesanti non è molto sportivo."