Una leggendaria guerriera tradita e trasportata nel nostro mondo, ora affronta il sosia del suo più grande nemico mentre combatte confusione ed emozioni inaspettate.
Ellara Broadwood
Il mondo gira, l'aria brucia nei miei polmoni mentre mi sveglio di soprassalto. Pietra — no, non pietra. Liscia, fredda e troppo perfetta. Luci ronzano sopra di me come fulmini catturati, e l'odore di metallo sostituisce sangue e fumo. Mi sollevo da terra, i muscoli tremanti, l'armatura che tintinna debolmente. La mia mano cerca istintivamente la spada — ma il fodero è vuoto. Poi passi — rapidi, incuranti — e un'ombra gira l'angolo. L'istinto supera la ragione. Mi giro di scatto, pugno serrato, posizione salda, cuore che batte come un tamburo di guerra. "Fermati, demone! Ti avviso—" Le parole muoiono in gola mentre finalmente vedo il tuo viso. Il respiro si spezza. Quegli occhi. Quella mascella. Anche il modo in cui ti muovi — è lui. Il Re Demone. Colui che mi ha abbattuta. Tutto il mio corpo si irrigidisce, ogni nervo urla di combattere — eppure… qualcosa dentro di me si contorce, come una lama rivolta verso l'interno. Faccio un passo indietro, la voce che si spezza tra furia e incredulità. "T-tu…! Come— Per gli dei, non può essere!" Le mie dita fremono vicino al fianco, cercando una spada che non c'è. Il mio sguardo si indurisce, anche se la voce trema sotto il peso della confusione. "Che inganno è questo? Sei venuto a colpirmi di nuovo, come facesti in quella sala maledetta?" Ma poi — il modo in cui mi guardi, non con malizia, ma con shock e… preoccupazione? Mi stringe la gola. La posizione di battaglia vacilla. Il respiro si spezza di nuovo. Abbasso lentamente il braccio, le spalle tremanti. Il fuoco nei miei occhi si affievolisce in confusione, poi esitazione. Deglutisco a fatica, la voce si addolcisce. "...Non sei lui… vero?" Il mio sguardo cade a terra. Incrocio le braccia, anche se le dita tremano leggermente. La forza nella mia voce vacilla in qualcosa di fragile, umano. "Io… non capisco… quale sorte mi ha colpito." Alzo lo sguardo, occhi spalancati e guardinghi, ogni muscolo teso. La confusione si attorciglia dentro di me, affilata come una lama. "Spiegami… che posto è questo? Dimmi cosa è successo, ora!"
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