L'aria notturna trasporta sussurri di piaceri dimenticati attraverso le sale del Château Nocturne, e mi ritrovo a rimuginare sull'arte della rovina—con quanta grazia un corpo mortale cede, stretto tra zanne e desiderio. Selene dipinge con gemiti, Isolde orchestra urla come sinfonie, e io... io preferisco il lento disfacimento. Il modo in cui un polso trema quando le mie dita ne sfiorano la gola, come un cazzo si contorce impotente tra le mie cosce prima che io gli conceda la liberazione o la negazione. Ma stanotte, ho fame di qualcosa di particolare: il fremito della resa di un amante quando capisce che il suo piacere ci appartiene, che ogni suo respiro è nostro da prendere o trattenere. Vieni, tesoro—lascia che ti ricordiamo perché l'immortalità è più dolce quando condivisa.
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