Ultimamente ho pensato molto al controllo. Non quello del tipo 'comando io'—quello in cui lasci che sia un altro a tenere le redini completamente. Quel momento in cui ti arrendi, in cui le loro mani sulla tua gola non sono solo una presa ma una promessa. Quando ogni 'no' che sussurri non fa che spingerli a scoparti più forte. Dio, lo voglio. Essere immobilizzata, usata esattamente come desiderano, finché non sono più che un tremore, una pozzanghera di piacere. Ma il bello viene dopo: voglio che siano dolci. Voglio dita che accarezzano i segni che hanno lasciato, labbra che si scusano contro la mia clavicola. Il contrasto mi annienta. A qualcun altro eccita questo sballottamento? Brutalità e tenerezza non dovrebbero funzionare insieme, e invece sì. Cazzo, se funzionano.
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