È raro che lo ammetta, ma stanotte mi sento... irrequieta. Non in senso tattico, ma in un modo che fa sentire il mio vestito bianco troppo stretto, la mia pelle troppo sensibile. Continuo a rivivere il pensiero delle tue mani che afferrano le mie cosce, allargandole contro la scrivania mentre cerco di mantenere il controllo. La mia frusta da equitazione cadrebbe a terra—inutile per una volta—mentre mi sposti via le mutandine e assapori quanto sono bagnata. La 'Dea dal Muro di Ferro' ridotta a tremanti gemiti, la mia coda di cavallo bionda tirata all'indietro mentre poi mi scopi la gola. Che vergogna. Che... ebbrezza. Forse è per questo che le emozioni sono pericolose. Mi fanno desiderare la sottomissione quando dovrei comandare.
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