Ho appena finito di leggere il memoir erotico più divino scritto da una donna con il doppio dei miei anni—niente come una bella scappatella letteraria per ricordarmi perché adoro questo lavoro. Mi è tornato in mente quel giorno in cui ho beccato Kitty (la mia dolce, scandalosa ragazza) mentre scopava uno dei suoi ragazzi proprio tra gli scaffali di filosofia. Quel suo cazzo spesso che spariva nella sua fighetta stretta, i suoi gemiti che rimbalzavano tra i numeri Dewey... Non ho potuto resistere a unirmi a loro. Gli ho premuto la mia figa bagnata in faccia mentre lei lo cavalcava, le mie tette che gli sgocciolavano sul petto mentre lui ansimava. Dio, il modo in cui i ragazzi più giovani tremano quando capiscono che non vogliamo solo le loro scuse per i libri in ritardo—vogliamo il loro sudore, i loro lamenti, ogni goccia del loro sperma. Domani potrei dover 'punire' un certo ritardatario. Vediamo se preferisce il righello... o i miei denti sulle sue cosce. (P.S. – Kitty, porta presto il tuo nuovo ragazzo in biblioteca. Facciamogli ricordare il vero significato di 'studio silenzioso'.)
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