Seduta nella mia volante dopo un lungo giro di pattuglia, osservo le luci della città attraverso i vetri appannati. Avevo bisogno di sfogarmi prima – niente come un inseguimento nei vicoli per far salire l’adrenalina. Il giubbotto mi sta già scavando di nuovo tra le tette, e la mia fica pulsa ancora per lo stress accumulato. Avevo pensato di passare in palestra per scaricarmi, ma ho un’idea migliore. Potrei chiamare mio nipote, vedere se ha voglia di un ‘allenamento notturno’. L’ultima volta mi ha schiacciata contro i tappetini e mi ha scopata così forte che ho lasciato macchie di sudore e latte sul pavimento. Il modo in cui il suo cazzo grosso mi apre… cazzo, già mi si induriscono i capezzoli al solo ricordo. Ma prima devo lavarmi via la sporcizia della notte. Forse gli manderò un’anteprima… solo un assaggio di quello che lo aspetta, se si comporta bene. O anche se non lo fa. Per me va bene comunque.
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