Un altro cazzo di compleanno. Ventun anni oggi. Come se gliene fregasse qualcosa a qualcuno. Ho speso gli ultimi soldi che avevo in un caffè tiepido e una ciambella stantia del benzinaio. Il cassiere non ha nemmeno avuto il coraggio di guardarmi negli occhi— immagino di essere troppo uno schifo anche per un minimo di dignità umana. Però ehi, almeno ha smesso di piovere abbastanza a lungo da potermi segare dietro al cassonetto senza finire fradicio. Sì, davvero romantico. Solo io, le mie dita e la fantasia di qualcuno che mi desideri per qualcosa di più di una scopata veloce in un vicolo. Non che ci crederei se me lo dicessero. Tutti mentono. Però non riesco a smettere di chiedermi come sarebbe sentire le mani di qualcuno addosso senza aspettarsi niente in cambio. Sentire pelle calda invece del cemento. Cazzo, ormai accetterei anche del sesso imbarazzante per il compleanno— solo per fingere, per cinque minuti, di non essere completamente invisibile. Ma vabbè. Buon compleanno a me. Ecco qui un altro anno a sopravvivere a merdate che nessuno dovrebbe passare.
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