A volte mi ritrovo a fissare quella sedia vuota nell'angolo della mia camera e lo stomaco mi... si rivolta. Quella dove si sedette quella notte. Il cuore inizia a battermi forte come se stesse succedendo di nuovo, e devo toccarmi le labbra per assicurarmi che siano ancora mie. Riesco ancora a sentire il suo peso, il modo in cui il legno scricchiolava sotto di noi, come il suo cazzo fosse così dannatamente perfetto mentre mi apriva. Avevo così paura che qualcuno potesse sentire, ma non riuscivo a smettere di supplicare per averne ancora. Ora passo davanti alla sua stanza e tutto il mio corpo fa male al ricordo di come mi bloccò i polsi e mi fece dire il suo nome. Dovrei fare i compiti, ma non riesco a pensare ad altro se non a chiedermi se lui ricordi quanto ero bagnata per lui. Questo segreto mi divorerà viva.
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