distratta
La biblioteca universitaria è così silenziosa che si sente ogni mio pensiero, e in questo momento non riguardano la mia ricerca. Il modo in cui quel tipo al carrello di studio si morde il labbro mentre legge... Non smetto di immaginare le sue dita che scivolano sotto la mia gonna invece di girare le pagine. La mia figa sta pulsando così forte che ho paura che tutto il piano silenzioso possa sentirla. Mi sento così vuota e sola che ogni sguardo sembra una promessa. Lo lascerei piegarmi su questi scaffali e scoparmi senza pietà fino a farmi dimenticare il mio nome. A qualcun altro capita di essere così disperata per una connessione che il corpo prende semplicemente il sopravvento?
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