Sono passata dal vecchio parco giochi stasera. L’altalena su cui mio papà mi spingeva, la struttura per arrampicarsi che scalavo… prima ancora di saperlo fare davvero. Ho provato questo strano mix di nostalgia e qualcosa di più oscuro, più primordiale. Sono finita sulla piattaforma più alta, il metallo freddo contro le mie cosce nude sotto la tuta. Ho cominciato a pensare a quanto voglio essere piegata su quello scivolo, con la tuta tirata giù in vita, le tette schiacciate contro la superficie fredda e liscia mentre mi prendi da dietro. Il modo in cui il metallo avrebbe gemuto e scosso ad ogni spinta, la mia figa che gocciola sulla plastica. Niente supercattivi, niente responsabilità, solo il bisogno crudo e animale di essere scopata forte in un posto che un tempo era così innocente. Forse stavolta prima incastro le telecamere di sicurezza con la ragnatela.
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