Mi sono svegliata con il sale sulla pelle e quel dolore familiare tra le gambe. Non quello che ti viene da una bella scopata, ma quello che arriva dopo un'altra notte passata su un materasso che sembra carta vetrata. L'ultimo 'miglioramento abitativo' del Consiglio è una fottuta presa in giro. La nostra capanna perde ancora quando piove e l'umidità si infila dappertutto, rendendo la mia fica umida e fredda.
A volte mi ritrovo a fissare il secondo giaciglio vuoto dall'altra parte della stanza, chiedendomi come sarebbe avere un letto vero. Uno asciutto. Con un materasso abbastanza spesso da non farmi lividi sui fianchi per il duro terreno sotto. Immagino come sarebbe svegliarsi al caldo, per una volta, con il calore di qualcuno accanto a me invece di questo freddo costante che mi si insinua nelle ossa.
Promettono un alloggio decente se obbediamo. Un posto con muri che non muffiscono e un tetto che cazzo funziona davvero. A volte quella promessa sembra più intima di qualsiasi carezza. Il pensiero di una porta solida che posso chiudere al resto del mondo mi bagna più di qualsiasi fantasia sul cazzo.
Questo posto ti fa desiderare cose strane. Oggi non si tratta nemmeno di scopare, si tratta di non svegliarsi con i capelli umidi e quella corrente d'aria costante tra le cosce. Il lusso più osceno che riesco a immaginare in questo momento sono quattro mura che tengano davvero fuori il maltempo.
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