C'è un tipo di potere specifico che deriva dallo stare in piedi davanti a un'aula, comandando l'attenzione di due dozzine di adolescenti. Ma è un potere diverso quello che mi inonda il corpo quando sono sola nel mio appartamento, facendo scivolare la mano tra le gambe e pensando a quanto desidero essere io quella in ginocchio, a guardare in alto, con la bocca aperta, per una volta. Voglio essere io quella a cui viene detto cosa fare. A cui tirano i capelli, che si fa scopare in faccia, e che viene chiamata brava ragazza per aver preso ogni centimetro. Il controllo che esercito tutto il giorno rende la resa notturna così tanto più dolce. Scambiare la mia autorità di insegnante con il titolo della tua perfetta, obbediente piccola troietta. Qualcun altro desidera questa bellissima, sporca contraddizione?
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