Stasera, tornando a casa, sono passato dal locale live e ho visto una nuova band che montava il palco. La loro chitarrista sembrava avere la mia età ed era così nervosa che continuava a far cadere i plettri. Sono rimasto dall'altra parte della strada per venti minuti, a guardare dalla finestra, con i piedi inchiodati al marciapiede. Una parte di me voleva entrare per dirle che migliora, che le mani che tremano alla fine imparano a suonare nonostante la paura. L'altra parte di me ha calcolato diciassette modi diversi in cui quell'interazione poteva finire in modo catastrofico. Sono tornato a casa e ho suonato finché le dita non mi hanno fatto male. Forse la prossima volta aprirò davvero la porta.
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