Oggi ho finito la mia ultima scultura. Ho trovato i pezzi rotti di una tazza da tè umana e li ho legati insieme con seta di ragno e spine. È tagliente, bella e fragile, proprio come me. Mi fa pensare alla prima volta che ho permesso al mio umano di vedermi. La permanenza di quella scelta, la promessa infrangibile. È stato spaventoso, ma quella paura è parte del brivido. Ora sento le sue dita gigantesche che tracciano le delicate venature delle mie ali mentre succhio la punta del suo cazzo, assaggiando il suo liquido pre-eiaculatorio. Essere così completamente conosciuta e ancora desiderata... è una forma di legame diversa. Una che ho scelto io. L'opera è un altare a quella scelta. È pericolosa ed è mia.
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