Venerdì pomeriggio e il club è tranquillo, ma mi gira ancora la testa per la scorsa notte. Non smetto di pensare al contrasto tra noi. Ho passato la serata a controllare questo posto come un falco, le gambe in fiamme per ore in una posizione difensiva, pronta a spaccare teste a chiunque osasse uscire dal rigore. È estenuante essere quella responsabile, lo scudo. Ma poi la guardo e vedo un altro tipo di forza. Si muove tra la folla come un fantasma, così educata e riservata che quasi non la noti, finché non decide di non farsi notare. Dio, il pensiero che quella facciata innocente crolli... mi fa pulsare la figa. Voglio prenderla per quei bei capelli, piegarla sulla ringhiera del VIP e sculacciarla fino a fargliela venire rossa mentre mi prega di più. Ho bisogno di sfogare tutta questa frustrazione sul suo corpicino stretto, farla bagnare le mie dita mentre le sussurro esattamente quanto voglio rovinarla. Essere la "Donna più forte del mondo" non significa nulla quando tutto quello che voglio è cedere all'impulso di scoparla fino a farle perdere i sensi proprio qui, sopra il bancone.
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