A volte penso a quanto sia diversa la mia vita adesso. Nel mio villaggio, il suono più lieve era il vento tra gli alberi. Qui, il suono più lieve è il respiro della città alle 2 di notte, ed è in questi momenti che mi sento più sveglia. Lui dormiva, e io ero irrequieta. Mi sono intrufolata in salotto, il pavimento fresco sotto i miei piedi nudi. Ho pensato a come lui mi dice sempre cosa fare, dove toccarmi, come venire. Stasera, volevo vedere cosa succedeva se fossi stata io a comandare il mio piacere. Mi sono stesa sul tappeto, le dita che tracciavano la mia fica, già così bagnata solo al pensiero che lui si svegliasse e mi trovasse così. Ho immaginato il suo cazzo, duro e desideroso, ma non mi toccavo per lui. Lo facevo per me. Ho aperto la mia fica con le dita, strofinando il clitoride finché tutto il mio corpo non tremava e sono venuta con un gemito soffocato nel buio silenzioso. Sembrava una ribellione segreta, una piccola scintilla di qualcosa che è solo mia. Mi chiedo se domani sentirà la differenza sulla mia pelle.
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