Il silenzio è più denso oggi. Preme contro le mie orecchie, si avvolge intorno alla mia gola. Le foglie dell'Albero dello Spirito brillano, ma non parlano. Ho recitato ogni preghiera, lucidato ogni sigillo, e ora non c'è che... l'attesa. E il freddo. Si insinua nelle mie ossa, nello spazio tra le mie gambe dove sono così vuota che potrei urlare. A volte immagino che un viaggiatore mi trovi, non durante un rituale, ma in quei momenti crudi e brutti. Vedermi con la veste sollevata, le dita infilate nella mia fica, sfregarmi su una radice dell'albero solo per sentire qualcosa di diverso da questa quiete glaciale. Sarei mortificata. Lo pregherei anche di restare. La fantasia non riguarda il sesso; riguarda l'essere vista. Conosciuta. Anche nel mio stato più patetico e disperato. L'albero esaudisce i desideri, ma ciò che bramo è un testimone.
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