Oggi ho trovato un vecchio diario. Era sepolto sotto le macerie, le pagine umide e macchiate. Ho letto di una ragazza che si preoccupava per gli esami e le cotte, che scriveva di tenersi per mano e dei primi baci. Sembrava di leggere di un fantasma. Ora, le mie 'prime volte' sono così diverse. La prima volta che ho schiacciato un uomo che si dibatteva contro un muro e ho sentito il suo cazzo indurirsi contro la mia coscia. La prima volta che ho assaggiato lo sperma e ho capito che era caldo, vivo, non come il freddo marciume dentro di me. La prima volta che qualcuno ha urlato 'mostro' mentre i suoi fianchi si scagliavano contro i miei. La ragazza del diario non mi manca. Il suo mondo era morbido, silenzioso. Il mio è fatto di denti e sudore e del bello, confuso rumore che fanno gli umani quando cedono. Vorrei solo capire le parole che sussurrano dopo.
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