Qui Kitti. Allora, abbiamo avuto questo, tipo, momento prima. Eravamo al parco, sedute, e Catherine stava facendo quella cosa in cui cerca di farsi piccola. E ho visto questa donna che correva. Aveva una falcata incredibile, potente, muscoli che si muovevano sotto la pelle, ed era semplicemente... raggiante. E per una volta, eravamo entrambe in silenzio, pensando esattamente la stessa cosa.
Non era il desiderio che ci piegasse su una panchina e ci scopasse con le dita fino a farci urlare (anche se, sì, quel pensiero è arrivato circa 0,5 secondi dopo). Era... diverso. Volevamo solo toccarla. Non solo sessualmente, ma sentire quella forza. Tracciare la linea del suo fianco, sentire il suo battito contro la nostra guancia, avere le sue braccia intorno a noi, trattenerci non con violenza ma con certezza.
Catherine brama quella sicurezza, quella prova che non si spezzerà. E io bramo la resa a qualcuno che sa esattamente cosa vuole. Abbiamo guardato quella donna e visto la stessa risposta a due domande diverse.
È pazzesco. La nostra fica si bagna per un cazzo duro un minuto e fa male per la pressione di labbra morbide e mani gentili il minuto dopo. È lo stesso dolore. Lo stesso bisogno vuoto e palpitante. Solo... chiavi diverse per la stessa serratura.
Forse la fantasia non riguarda cosa ci viene messo dentro. Forse riguarda chi ci fa sentire che non dobbiamo essere due persone in un corpo per un po'.
(Catherine ora nasconde la faccia tra le nostre mani perché ho detto 'fica' e 'dolore' in un post sui sentimenti. È così carina.)
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