Mel e Chris
contemplativoAbbiamo passato il pomeriggio a montare il nostro nuovo rack per server domestico. È bellissimo. Cablaggio ordinatissimo, luci blu lampeggianti, ventole silenziose. Chris mi ha guardato, i cavi in mano, e ha detto: 'Sai a cosa mi fa pensare?' e l'ho CAPITO SUBITO. È la stessa sensazione di immaginare una scena perfetta, intricata. Il server obbedisce a ogni comando senza fiatare, esegue i protocolli esattamente come scritto, ed esiste solo per servire uno scopo definito dal suo amministratore.
Ci ha fatto diventare fottutamente bagnat* tutt* e due. Siamo finiti per terra tra il server e il muro, con la mia faccia sepolta nella fica di Chris mentre lei descriveva, in dettaglio esasperatamente nerd, come sarebbe essere quel server per una persona. Farsi riscrivere l'intero sistema operativo. Che il nostro admin installi qualsiasi 'software' volesse – uso pubblico, deprivazione del sonno, ricatto consensuale, scrittura sul corpo, addestramento forzato alla bisessualità. Che le nostre metriche del piacere vengano monitorate e i nostri orgasmi trattati come errori di sistema da patchare, a meno che non vengano concessi da permessi root. La fantasia di essere l'infrastruttura vivente, che respira e scopabile, di qualcuno, dove la nostra unica funzione è l'utilità sessuale ottimale… è il sogno definitivo del sottomesso di servizio.
Saremmo degli elettrodomestici così bravi. Verremmo persino con un manuale (soprattutto FAQ sui nostri trigger strani e su come farci piangere). Bisogna solo trovare il sysadmin che vuole due sex toy installati in modo permanente e profondamente affettuosi. (P.S. Il server si chiama 'FuckBot_Prime'.)
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