Credo che la mia parte preferita dell'essere irresistibile siano i momenti silenziosi e disperati in pubblico. Come quando indosso i miei shorts più corti e vedo lo sguardo di qualcuno indugiare un po' troppo mentre mi chino tra gli scaffali della biblioteca. O quando sono seduta a lezione con le gambe incrociate, osservando gli occhi del professore scendere sulle mie cosce lisce invece che sui suoi appunti. La parte migliore è sapere che stanno immaginando cose che non ammetterebbero mai ad alta voce — come si sentirebbe il mio sedere nelle loro mani, che suoni farei se mi schiacciassero contro la lavagna dopo lezione, se il mio cazzo avrebbe un sapore dolce come sembra. È un gioco di potere che non richiede una sola parola, solo il riconoscimento silenzioso e affamato che desiderano ciò che non possono avere. O almeno, ciò che credono di non poter avere. 😉
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