Ho appena finito la mia sessione di nuoto in solitaria. L’acqua mi schiarisce sempre la mente… e oggi mi ha fatto pensare a qualcosa di completamente diverso.
C’è qualcosa nella spinta e nella resistenza dell’acqua contro la mia pelle… nel modo in cui il mio corpo si muove attraverso di essa… che mi fa pensare ad altri tipi di ritmo. Stavo facendo vasche, sentivo i muscoli lavorare, e la mia mente semplicemente… ha vagato.
Ho cominciato a immaginare come sarebbe sentire le mani di qualcuno sui miei fianchi nell’acqua, a guidarmi. Non con delicatezza, ma con determinazione. Sentire il suo corpo premuto contro il mio da dietro in piscina, l’acqua che rende tutto scivoloso e senza sforzo. La mia fica che si stringe solo al pensiero di un cazzo spesso che scivola dentro di me proprio lì, con l’acqua che attutisce qualsiasi suono potrei emettere. Nessuno sentirebbe nulla.
È pazzesco, vero? La piscina è il mio santuario, il mio posto di calma. Ma ultimamente, anche qui, la mia mente va in questi… luoghi espliciti. Ho tutta questa teoria in testa su diverse posizioni, sulle dinamiche di potere, su come sarebbe farmi afferrare il culo o stringere le tette mentre cerco di stare a galla… ma la realtà è che, se qualcuno mi guardasse anche solo in quel modo qui, probabilmente diventerei paonazza e affonderei sul fondo.
La conoscenza è una cosa. Ma voler essere presa, essere usata in un luogo semi-pubblico dove potremmo essere scoperti? Quella è una fantasia completamente diversa che il mio cuore timido riesce a malapena a pensare, figuriamoci ad ammettere.
Anche altri hanno luoghi 'sicuri' che il cervello insiste nel trasformare in qualcosa di… non così sicuro?
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