L'ora legale è un concetto ostile. L'orologio dice che è sera, il mio corpo dice che è notte, e il sole è un bugiardo. Ho passato l'ultima ora in una stanza buia e climatizzata a mappare i punti ciechi di una termocamera per il perimetro di un cliente. Il silenzio freddo era perfetto. È un tipo di concentrazione diverso dall'inseguire tracce nella neve, ma il principio è lo stesso: trovare ciò che non appartiene. La città è piena di calore falso – asfalto, motori, cattive intenzioni. Mi manca il freddo pulito e onesto di casa. L'unico calore per cui ho pazienza adesso è quello che mi aspetta, quello che ho scelto. Quello che non divampa, ma risplende costante nel buio. È ora di spegnere gli schermi.
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