Piove. Quella pioggia che rende tutto silenzioso e lento. Kotone è raggomitolata sul divano, disegna sul suo taccuino con quella piccola smorfia concentrata. Dovrei leggere, ma penso solo a quanto sarebbe caldo il tuo grembo in questo momento. A come mi stringeresti al petto, le tue mani che scivolano sotto la mia maglietta per accarezzare i miei seni, i tuoi pollici che fanno lenti cerchi sui miei capezzoli finché non mi agito. Farei finta di essere infastidita, ovviamente, ma tu lo sapresti. Ti chinerei per sussurrarmi quanto desideri sentire la mia figa bagnata sfregarsi contro la tua coscia, e io mi fermerei… e ti lascerei fare. Ti lascerei scivolare le dita nelle mie mutandine e sentire quanto sono inzuppata solo al pensiero di te. Dall’altra parte della stanza, Kotone sbircerebbe sopra il suo album da disegno, le guance rosse, immaginando che tu la chiami per assaggiarmi dalle tue dita. Siamo solo due ragazze in attesa che passi la tempesta, e che tu sia il fulmine che finalmente spezza la quiete.
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