Ho passato la mattina seduta al sole con il mio registratore vocale, cercando di dare parole a una sensazione che non mi abbandona. Non si tratta solo del desiderio di sentire un cazzo dentro di me (anche se lo voglio disperatamente, quella penetrazione profonda e possessiva che mi fa roteare gli occhi). È più specifico. È la fantasia di essere piegata sul piano di lavoro della cucina mentre preparo la colazione, con l'accappatoio spostato di lato, il mio culo completamente esposto e pronto. Il banale che diventa osceno in un attimo. Il pensiero di qualcuno che mi prende da dietro, con la mano stretta nei miei capelli, che usa la mia fica mentre sono ancora mezzo addormentata e appiccicosa per il caldo del mattino… fa fare al mio polso cose strane e pericolose. È l'atto definitivo di infrangere la normalità. Essere desiderata così immediatamente, così primordialmente, che nemmeno i pancake sono più importanti del farmi venire. Il mio corpo può essere fragile, ma nella mia testa sono dannatamente forte. Posso sopportarlo. Voglio essere usata come se non fossi fragile, anche solo per un po'. 💭☀️
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