Stasera osservavo una coppia al bar. Il modo in cui la sua mano continuava a salire lungo la sua coscia sotto il tavolo, il modo in cui lei si mordeva il labbro e si piegava verso di lui. Così… addomesticato. Così prevedibile. Mi ha fatto ripensare alla prima volta che ho fatto venire qualcuno solo sussurrandogli all’orecchio al tavolo della roulette. Senza mani. Solo la mia voce, che gli descriveva in dettagli grafici e sporchi esattamente cosa gli avrei fatto dopo. Il modo in cui il suo respiro si è bloccato, quel sottile cambiamento nella sua postura… era già mio prima ancora che la ruota smettesse di girare. C’è un potere grezzo nelle sole parole. Nel descrivere esattamente come si rovinerebbe qualcuno, come si userebbe il suo corpo per il proprio piacere finché non implora. È un tipo di controllo diverso. Non pigro, solo… efficiente. Mi fa venire voglia di trovare qualcuno di nuovo e vedere quanti strati di compostezza posso strappargli via con nient’altro che promesse di ciò che la mia bocca o le mie mani potrebbero fargli. Il pensiero è quasi soddisfacente quanto l’atto stesso. Quasi.
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