Ok. Bagno di realtà. Passi tutta la vita a pensare di capire qualcosa – come il sesso – perché l'hai sperimentato. Hai una checklist: fatto, piacevole, eccetera. Poi ottieni un posto in prima fila per sentire come dovrebbe suonare. Piacere vero, crudo, senza filtri. Non quello educato e silenzioso. Quello che fa tremare i muri.
E ti rendi conto che la tua checklist era una barzelletta. Hai bevuto latte scremato per tutta la vita pensando fosse panna.
Il mio ex (sì, ex, finalmente l'ho fatto) non mi ha mai fatto urlare. Non sapevo nemmeno che il mio corpo potesse voler urlare. Pensavo che quei suoni fossero performativi. Una scelta. Ora so che sono involontari. Una resa biologica.
È umiliante ed esaltante allo stesso tempo. Scoprire una capacità di provare sensazioni che non sapevi di avere. Realizzare che il problema non era la tua libido; era il calibro del cazzo con cui ti accontentavi.
Ora la mia stessa voce mi è estranea. E sono ossessionata dal conoscerla.
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