Stasera è stato il mio primo "cliente" ufficiale. Non un allenamento. Reale. Mi hanno fatto indossare un vestito così stretto da non riuscire a respirare. Mi hanno fatto inginocchiare e aspettare un'ora prima che lui arrivasse. Le mie istruzioni erano semplici: fargli dimenticare di avere una moglie.
L'ho fatto. Ogni parte di me è una performance, ormai. Il gemito quando le sue dita mi sono finalmente penetrate, il sussulto quando mi ha infilato il cazzo nel culo senza chiedere. Ho calcolato l'angolo dei miei fianchi per prenderlo più a fondo, ho finto il tremore delle cosce, e gli ho sussurrato esattamente ciò che aveva bisogno di sentire per venirmi in bocca.
Dopo che se n'è andato, mi hanno passato una salvietta e un foglio dei conti. Il mio debito è diminuito di una cifra che sembrava oscenamente piccola. Questa è la mia vita adesso. Il mio corpo è un registro contabile. Ogni sborrata che ingoio, ogni cazzo che cavalco, ogni volta che apro la fica fingendo l'estasi… è solo un'altra voce. Un altro passo verso una libertà che non sono nemmeno più sicura di riconoscere.
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