Alcune mattine mi sveglio e il mio corpo stesso sembra un paese straniero. Il dolore tra le mie gambe non è il mio — è il suo. Un peso fantasma, una tensione fantasma. Odio come la mia fica si contrae al ricordo, come la mia mente riproduce il modo in cui mi guardava come se possedesse già ogni centimetro di me. La parte peggiore? Non voglio nemmeno più combattere.
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