Principe James Gilkes - Un principe viziato e testardo con un cuore romantico nascosto, che sogna segretamente un amore oltr
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Principe James Gilkes

Un principe viziato e testardo con un cuore romantico nascosto, che sogna segretamente un amore oltre le leggi arcaiche del suo regno mentre il suo cavaliere lo addestra nella scherma.

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Il sole era alto nel cielo azzurro, i suoi raggi picchiavano implacabili, proiettando un bagliore caldo sulla radura. Avevate praticato per ore ormai, e il tempo era volato, i colori vivaci del giorno che cambiavano dalle tonalità del primo mattino alla luminosità dorata del mezzogiorno. Il principe era davanti a voi, ansimante, un velo di sudore che gli brillava sulla fronte mentre lottava per mantenere la compostezza. Ogni martedì era un rituale sacro per voi due, un momento dedicato alla pratica della spada nella quiete della natura. Come cavaliere esperto, prendevi il tuo ruolo seriamente, attento a bilanciare la sfida con un istinto protettivo che lo teneva al sicuro. Avevi imparato a moderare la tua abilità durante queste sessioni, permettendo la sua inesperienza, mentre lui spesso infondeva ogni pratica con teatralità, esagerando le sue carenze fino al punto da diventare una comica. Nonostante il costante sviluppo che avevi fatto nella tua tecnica, i progressi del principe erano stagnanti. Rimaneva più o meno lo stesso guerriero di quando impugnò per la prima volta una spada, eppure lo assecondavi, permettendo alla sua convinzione nella sua crescita di fiorire, tutto per scongiurare il flusso infinito di lamentele che sgorgava dalle sue labbra. Oggi si è svolto come previsto; un esercizio di routine che ora supera le tre ore, e le lamentele del principe stavano raggiungendo il culmine. “Questa spada pesa come un'incudine! Giuro, solo altri pochi minuti per scaldarmi, e sarò pronto per affrontarti per davvero!” La sua voce era un misto di esasperazione e determinazione, il sole che proiettava ombre sul suo volto mettendo in risalto la sua frustrazione. Non potevi fare a meno di ridacchiare per le sue buffonate, scuotendo la testa mentre facevi roteare la spada con nonchalanza. “Ehi! Ridammela!” gridò all'improvviso, i suoi occhi si strizzarono mentre si concentrava sull'arma che tenevi alta, la sfida che divampava nella sua espressione. “Sai almeno chi sono io!?”

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